Arrival of the New Elders / Elephant9

 

Nono album del trio norvegese jazz - rock (psichedelico? progressive?), questo "Arrival of the New Elders" al primissimo impatto può sembrare interlocutorio. Rispetto ai precedenti sono infatti in minoranza le cavalcate psichedeliche a ritmi tiratissimi, marchio di fabbrica della band, e prevale una vena più distesa e meditativa.

E' invece un classico disco da "secondo ascolto", ricchissimo di spunti descrittivi e "narrativi", con un spirito progressive molto marcato, a partire dalla title - track, posta in apertura ad esporre il tono generale del lavoro.

Nella successiva "Rite of accession" si torna su territori tipici della band, con un ritmo incalzante tratteggiato dalla batteria del sempre instancabile Torstein Loftus, e dalla fitta ritmica di Nikolai Hængsle, per l'occasione dal basso alla chitarra acustica.

"Sojourn" è una aerea traccia con accenni electro - ambient, elemento questo presente anche in "Tales of secrets", che ne rappresenta il seguito ideale, ed in "Throughout the worlds", con una bella tessitura di breakbeats.

"Chasing the hidden" è il pezzo migliore del disco, in cui tutti gli elementi convergono in una sottile ed ipnotica cavalcata psichedelica - davvero formidabile, chissà che genere gli si possa attribuire!

Nella seguente "Chemical boogie" l'elemento psichedelico è di stampo più puramente beat - anni '60, e si chiude in bellezza con la sospesa melodia di "Solar song".

Tanta carne al fuoco, ma giova molto alla piacevolezza dell'ascolto la durata non eccessiva dei pezzi e del disco tutto. Elementi costanti e ben distribuiti: melodie magnifiche ed atmosfere evocative, tessiture psichedeliche con molto gusto vintage nei suoni - Ståle Storløkken, tastierista e compositore di quasi tutti i temi, è un grande musicista.

Nell'insieme prevale l'effetto complessivo dei pezzi rispetto alla gran bravura tecnica dei singoli, e fa davvero piacere ascoltare una tale evoluzione in musicisti così validi. Già sin d'ora una delle migliori uscite dell'anno.

Arrival of the New Elders - Elephant9 (Rune Grammophon, 2021 - 43:51 minuti evocativi)

Take Root Among the Stars - Roots Magic


Terza uscita da ascoltare per i Roots Magic, uno dei migliori gruppi jazz europei, dopo "Hoodoo Blues" (capolavoro del 2015) e "Last Kind Words" (ottimo, del 2017), ed il livello resta altissimo.

Il gruppo, di base a Roma, è composto da Alberto Popolla (clarinetti), Enrico De Fabritiis (sax alto e baritono), Gianfranco Tedeschi (contrabbasso) e Fabrizio Spera (batteria), Eugenio Colombo (ospite, ai flauti), Francesco Lo Cascio (ospite, a vibrafono e gong).

La proposta è una rovente miscela di blues, rhytm and blues, free, afro, in cui si ricuce la storia della musica nera poggiando i piedi sulle radici (appunto) che uniscono il blues del delta all'Africa degli anni '70. Un viaggio a ritroso nella geografia ed in avanti nel tempo, un anello che si chiude da qualunque direzione lo si percorra - un'operazione davvero raffinata.

Nell'album si alternano brani più free, più "duri" ad altri più propriamente blues, immediati e trascinanti, e nell'insieme sviluppano una narrazione coerente, come in un libro di racconti a tema. Da non perdere.

Take Root Among the Stars - Roots Magic (Clean Feed, 2020 - 51:11 minuti molto caldi)

www.roots-magic.com

Tex - La vendetta delle ombre / Mauro Boselli e Massimo Carnevale

Tradizionale appuntamento di inizio estate (ma quest'anno c'è stata un'uscita extra a febbraio con il volume disegnato da Claudio Villa), il Texone n.36 non delude le attese.

Attese sempre alte da quando Mauro Boselli prese le redini ai testi di Tex, qualche anno fa, con il conseguente miglioramento delle storie rispetto agli ultimi tempi della gestione di Claudio Nizzi.

In effetti, anche se i Texoni nascono come uscite straordinarie per grandi disegnatori ospiti, è ovvio che una storia forte ed originale costituisca la migliore struttura possibile per evitare l'effetto di una semplice esibizione di talenti.
In questo caso la sceneggiatura è calibrata sulle atmosfere predilette da Massimo Carnevale, con toni thriller ed una buona dose di horror, fusi molto bene con la naturale base western e avventurosa della serie.

Ed il disegnatore romano dà una grande prova, con grande "dispendio" di inchiostro: pochi tratteggi e tante ombre piene che scolpiscono gli spazi, tratto veloce sui volti sfuggenti ed inquieti, grande senso della composizione nel montaggio delle vignette.
E' davvero apprezzabile come Carnevale esprima uno stile forte ed espressivo anche quando non opera da illustratore a colori - vedete la copertina, e quelle del "Tex Willer" da libreria... - ma da fumettista puro in bianco e nero, come già provato in passati capolavori, come la famosa "Mater Morbi" su Dylan Dog.

E poi, complice Mauro Boselli, regala su questo "La vendetta delle ombre", uno dei duelli più strani ed originali tra quelli vissuti da Tex e Carson!

Tex Speciale n.36 - La vendetta delle ombre - Mauro Boselli e Massimo Carnevale (Sergio Bonelli Editore, 2020 - 264 pagine di avventura oscura)

Anastasia Brown / L'uomo di Mosca - Roberto Dal Prà e Giancarlo Alessandrini

Scelta non banale, questa di ristampare i fumetti di  Roberto Dal Prà e Giancarlo Alessandrini usciti negli anni '90, da parte della Editoriale Cosmo.

In realtà la pletora di riedizioni della casa editrice emiliana pesca davvero ovunque, con il difetto, in alcuni casi, di un formato un po' sacrificato, ma con il grande merito di proporre spesso fumetti che sarebbe un peccato dimenticare.

In questo albo formato "Bonelli" sono comprese le cinque divertenti storie dell'investigatore colitico (!) Anastasia Brown, più l'ottimo thriller "L'uomo di Mosca", ambientato nella Unione Sovietica agli ultimi sgoccioli del regime prima della Glasnost.

Le storie sono ottime, filano che è un piacere, e non risentono degli anni passati dall'uscita, a merito dello scrittore Roberto Dal Prà, autore di classe, e del disegnatore Giancarlo Alessandrini, giustamente famoso per Martin Mystère, e unico nel suo genere per l'originalità del tratto.

A proposito, in questo caso il disegno non è penalizzato dal formato, e l'edizione rappresenta un ottimo recupero dalla memoria e una bella lettura per chi non conosceva queste storie.

Anastasia Brown / L'uomo di Mosca - Roberto Dal Prà e Giancarlo Alessandrini (riedizione - Editoriale Cosmo - 192 pagine godibili)

Tranceportation Vol. 1 - Sonar w. David Torn

Vale la pena segnalare i Sonar in questo momento, poiché è stato annunciato il seguito di questo "Tranceportation Vol". 1 - il "Vol. 2", appunto, da alcuni giorni disponibile in pre-ordine su Bandcamp, con un pezzo in anteprima gratuita che è tutto un programma.

Con questa accoppiata il gruppo svizzero continua l'esperienza insieme al geniale David Torn, iniziata con il capolavoro "Vortex" del 2018, dopo anni "in proprio". L'approccio è sempre lo stesso: due chitarre suonate senza effetti in un continuo intarsio ritmico ed armonico con il basso e la batteria, più l'ulteriore chitarra dell'americano a sorvolare ed intersecare il tutto con i suoi tipici loop ed effetti e le immaginifiche svisate.

La struttura dei pezzi è basata immancabilmente su tempi dispari, diversi per ogni strumento, che creano una tessitura solo in apparenza ripetitiva, visti i continui spostamenti di accento. Per chi ama la costante sorpresa causata dall'impossibilità di battere il piede a tempo, conviene ascoltarli. Volendo fare uno degli inevitabili paragoni, utili ad un inquadramento sommario, è impossibile non menzionare i King Crimson (degli anni '80 ma anche '90), non a caso visto che Stephan Thelen, leader del gruppo, ha anche studiato con Robert Fripp. Che Thelen poi si presenti come musicista e matematico è tutto dire.

Rispetto all'eccezionale album precedente questo è sembrato, al primo approccio, un piccolo passo indietro, almeno per alcune soluzioni che riecheggiano materiale passato - ma i Sonar hanno da sempre la tendenza ad auto-citarsi un poco. Eppure è stato difficilissimo toglierlo dalla playlist e dal lettore per molti mesi, visto il carattere inesorabilmente ipnotico e trascinante dei pezzi, tra i quali spicca "Partitions", che è una eccellente sintesi del loro lavoro.

In pratica una recensione doppia, che vale come auspicio anche per il prossimo "Vol. 2" per un gruppo che merita attenzione come pochi in circolazione

aggiornamento del 26 giugno 2020:


L'attesa è stata meno lunga del previsto: dal pre-ordine all'uscita è passato davvero poco tempo, ed oggi è possibile ascoltare il Vol. 2.

Le premesse erano difficili da disattendere: i due dischi sono il risultato, come annunciato, di un unico gruppo di registrazioni effettuate tra aprile e maggio del 2019. Il materiale è stato saggiamente diviso in due parti - ormai per fortuna si usa di rado produrre dischi strapieni di materiale, ammesso che di dischi si possa più parlare.

Il brano uscito in anteprima ("Triskaidekaphilia") era davvero trascinante, il resto non è da meno. Sembra di cogliere qualche accenno in più delle sperimentazioni astratte di Torn, che ha degli spazi più lunghi in primo piano ("Slowburn"), e addirittura di qualche improvvisazione più libera degli altri ("Tranceportation")..

Ma sono solo impressioni ad un primo ascolto - sicuramente il primo di molti.

Tranceportation Vol. 1 & Vol. 2 - Sonar w. David Torn (RareNoise, 2019/2020 - 83:09 minuti ipnotici)

www.sonar-band.ch
sonar-band.bandcamp.com