Nono album del trio norvegese jazz - rock (psichedelico? progressive?), questo "Arrival of the New Elders" al primissimo impatto può sembrare interlocutorio. Rispetto ai precedenti sono infatti in minoranza le cavalcate psichedeliche a ritmi tiratissimi, marchio di fabbrica della band, e prevale una vena più distesa e meditativa.
E' invece un classico disco da "secondo ascolto", ricchissimo di spunti descrittivi e "narrativi", con un spirito progressive molto marcato, a partire dalla title - track, posta in apertura ad esporre il tono generale del lavoro.
Nella successiva "Rite of accession" si torna su territori tipici della band, con un ritmo incalzante tratteggiato dalla batteria del sempre instancabile Torstein Loftus, e dalla fitta ritmica di Nikolai Hængsle, per l'occasione dal basso alla chitarra acustica.
"Sojourn" è una aerea traccia con accenni electro - ambient, elemento questo presente anche in "Tales of secrets", che ne rappresenta il seguito ideale, ed in "Throughout the worlds", con una bella tessitura di breakbeats.
"Chasing the hidden" è il pezzo migliore del disco, in cui tutti gli elementi convergono in una sottile ed ipnotica cavalcata psichedelica - davvero formidabile, chissà che genere gli si possa attribuire!
Nella seguente "Chemical boogie" l'elemento psichedelico è di stampo più puramente beat - anni '60, e si chiude in bellezza con la sospesa melodia di "Solar song".
Tanta carne al fuoco, ma giova molto alla piacevolezza dell'ascolto la durata non eccessiva dei pezzi e del disco tutto. Elementi costanti e ben distribuiti: melodie magnifiche ed atmosfere evocative, tessiture psichedeliche con molto gusto vintage nei suoni - Ståle Storløkken, tastierista e compositore di quasi tutti i temi, è un grande musicista.
Nell'insieme prevale l'effetto complessivo dei pezzi rispetto alla gran bravura tecnica dei singoli, e fa davvero piacere ascoltare una tale evoluzione in musicisti così validi. Già sin d'ora una delle migliori uscite dell'anno.
Arrival of the New Elders - Elephant9 (Rune Grammophon, 2021 - 43:51 minuti evocativi)
